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giovedì 3 maggio 2012
mercoledì 26 ottobre 2011
Cernit, Fimo e Fimo Liquid (+ bonus ‘Pasta Oplà’)
Oggi vorrei parlarvi di queste paste polimeriche che ormai tutti conoscete, più che altro per rendere note le mie considerazioni.
Per chi di voi non riconoscesse nessuno dei nomi nel titolo, vi dico semplicemente che si tratta di paste modellabili acriliche che, una volta modellate, vanno cotte in forno per far sì che si asciughino e induriscano; il più delle volte vengono utilizzate per realizzare ciondoli, orecchini e altro, come ad esempio i dolcetti che vanno tanto di moda (che a me, sinceramente, non piacciono! Ma è questione di gusti…). I dolcetti in pasta polimerica sono così diffusi che ormai si crede che queste paste servano esclusivamente a fare questo; in realtà gli usi sono molteplici ed è possibile creare DI TUTTO! Murrine, ciondoli etnici, bracciali, decorazioni per la casa, soprammobili, ecc… L’uso che ne faccio io non ha niente a che vedere con i gioielli: con queste paste creo vestiti e capelli dei miei PUPINI e di recente ho cominciato ad utilizzarle per creare delle piccole decorazioni da applicare sulle mie creazioni di legno (e non solo), ecco un esempio:
Ho scoperto che Fimo e Cernit sono pressoché la stessa cosa e, oltre al fatto di appartenere a due case di produzione diverse, presentano delle piccole differenze: entrambi sono inizialmente duri da lavorare, ma col calore delle mani si ammorbidiscono! Il cernit resta un po’ più duro rispetto al fimo e in più il primo si “sgretola” quando se ne stacca un pezzetto mentre il secondo, quando se ne stacca un pezzetto dal panetto, sembra quasi una gomma da masticare!La modalità e il tempo di cottura sono praticamente gli stessi per entrambi!Per il fimo liquid, invece, dobbiamo fare un discorso a parte perché ha un’altra consistenza…
Di recente mi è venuta l’idea di creare ciondoli utilizzando le mie foto e ho pensato bene di documentarmi per capire quale fosse il metodo più azzeccato per rendere al meglio le mie foto in una versione così piccola: ho scoperto che il Fimo Liquid, spalmato sulla foto/immagine già tagliata, sigillava la foto una volta cotto: ho deciso di provare! Sono andata alla ricerca del Fimo Liquid, in caso lo avrei potuto usare, al posto della resina, con gli stampi in silicone più elaborati (il liquido arriva nei punti difficili, cosa che con la pasta è impossibile!); una volta trovato, ho chiesto al negoziante se avesse pure il fimo in panetti e ho deciso di prenderne uno per vedere se in effetti la consistenza fosse diversa rispetto al cernit… avevo pure sentito dire che il nuovo fimo è molto più morbido!
CONSIDERAZIONE: li ho trovati praticamente identici! Quando si stacca un pezzo di fimo dal panetto, si sgretola esattamente come il cernit (se non di più!) ed è sì più morbido, ma così poco che neanche si nota! Li ho utilizzati entrambi in un’unica creazione e legano perfettamente! La differenza sta nella quantità/prezzo: il costo di un panetto di cernit (62 grammi) è identico a quello di un panetto di fimo (56 grammi), quindi la differenza sta nella quantità di prodotto in un panetto.
Posso dire quindi che è possibile combinarli insieme e la scelta sta esclusivamente nei colori disponibili in negozio.
Una volta cotto, il fimo liquid è molto flessibile… praticamente gomma! Non si spezza se piegato ma si può tagliare a piacimento.
Prima di provarlo con le foto, ho deciso di versarne un po’ in alcuni stampini di silicone: una farfallina in cui ho inglobato delle stelline, una streghetta sulla scopa, una torre Eiffel, una fogliolina intarsiata e una rosa, con i seguenti risultati:
- la farfallina: si sono formate delle bollicine minuscole per cui non era perfettamente trasparente, in certe zone si sono formati dei veri e propri buchi come se lì non ci fosse mai stato liquido e le stelline all’interno si sono un po’ deformate o accartocciate
- streghetta, torre Eiffel e fogliolina: perfettamente trasparenti! Peccato solo che la torre non rimanesse dritta! Incollarla su una scatola di legno non sarebbe stata una buona idea: avrebbe mantenuto “i piedi” gommosi perché sporgenti.
- la rosa: un disastro! Un po’ come la farfallina, si sono formate bolle di diverse dimensioni e punti “vuoti”.
Diciamo quindi che la riuscita è molto “a fortuna”… probabilmente non sono capace io, ma se su 5 oggetti me ne sono riusciti male 2 e li ho realizzati tutti allo stesso modo, penso che il problema non sia io! A questo punto sono giunta alla conclusione che il Fimo Liquid non sia adatto per quello che voglio io! Magari lo utilizzerò per piccole decorazioni… ma utilizzerò la resina bicomponente per gli stampi elaborati e la resina trasparente o base metallica+vetro per le foto (proverò entrambi i metodi e vedrò quale si addice più alle mie esigenze).
Con il mio nuovo fornetto ho finalmente potuto cuocere la mia streghetta che se ne stava dentro un barattolo (per non prendere polvere) da ormai un mese. Eccola qua…

E’ venduta in diversi colori e in due diverse confezioni: il panetto grande (si aggira attorno agli 8€) e quello piccolo quanto un panetto di fimo/cernit (tra i 2 e i 3 euro).
Io consiglio di comprare quelli piccoli colorati e quello bianco grande per avere più varietà… il bianco può essere comunque colorato una volta asciutto per colori vivaci o mischiato a pasta colorata o colori acrilici per creare tonalità molto delicate.
La confezione grande contiene anche una bustina ermetica con cerniera per poterla conservare senza che si asciughi (io consiglio comunque di mettere questa bustina dentro una busta più grande… come diceva una famosa pubblicità, ‘ciu is megl che uan’ :P)
Personalmente non mi piace molto! Un po’ perché sono costretta ad utilizzarla con i guanti (sono allergica alla glicerina!), un po’ perché mi si asciuga tra le mani e io ho la tendenza a modellare fino all’ultimo momento! In più mi sembra che una volta asciutta non sia molto solida… ma forse è una mia impressione! Di solito la uso per fare cose sbrigative e piccole, ma quando finirà quella che mi è rimasta, non penso ne comprerò ancor; il prezzo poi è troppo alto considerando che se non si sigilla bene e subito, finirà nella pattumiera!
Prima di chiudere, vorrei però mostrarvi alcune creazioni realizzate in pasta polimerica da alcuni bravissimi artigiani italiani, giusto per farvi capire che il loro utilizzo non si limita alla creazione di dolcetti e bamboline che vanno tanto di moda.

nel negozio del corrispettivo artigiano.
Per oggi è tutto!
Alla prossima :)
giovedì 13 ottobre 2011
Weekly Finds - 13 Ottobre 2011 + NEWS!
Ciaoooo!!!
In fortissimo ritardo, eccomi con i miei Weekly Finds ed una novità…
Agenda 2012 by VeraPaperLab
Paper bookmark butterflies and written letter by darkmairi
Bookmark Betty by valeriatelier
Origami personal aquarium by Signoraluna
Per vedere gli altri Finds dell’EtsyItaliaTeam, visitate il BLOG.
Ed ecco la novità: oggi ho aggiunto una nuovo oggetto al mio negozio!!! :D
Una moleskine ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie (ne avevo già fatta un’altra ma completamente diversa!) che partecipa al Challenge a tema “Wonderland” dell’EtsyItaliaTeam.
Ve la presento!

Eccola qui! Alice nella casa del Bianconiglio, cresciuta a dismisura per aver mangiato un dolcetto :) Ma dov’è il dolcetto?

Eccolo lì, sul retro della Moleskine, col suo bel cartello che dice “Mangiami!”
Questa Moleskine è interamente disegnata a mano con applicazione di finestra in legno :)
Per prima cosa ho disegnato il viso di Alice prendendo le misure della finestra (e calcolando anche le linee e gli spazi interni), poi ho disegnato le assi in legno e le viti e ho passato tutto a penna per poi colorare il tutto con le matite! Una volta finito il disegno frontale, mi sono dedicata al dolcetto sul retro seguendo la stessa procedura del primo disegno. Per ultima cosa ho dipinto la finestrella in legno (una di quelle finestre che si utilizzano per decorare le tegole) con i colori acrilici e, una volta asciutta, l’ho incollata sul disegno.
Sull’ultima pagina, sulla copertina interna, appare il timbro del mio negozio che non vi avevo ancora presentato… eccolo qua :D

Non è carino??? *_* Io ho realizzato il disegno su modello della mia pupina minimé, la mia amica Roberta (FingerMade) mi ha aiutato con la scritta circolare e poi ho mandato il disegno ad una ragazza americana che crea timbri realizzati sia su proprio disegno che su disegno già pronto.
Se vi interessa un timbro personalizzato, visitate il negozio di scribblingclub.
Per oggi è tutto :D
Alla prossima :)
venerdì 23 settembre 2011
PROVATI E CONSIGLIATI: Intervista a VeraCreations
Ciao!
Eccoci al terzo appuntamento :)
Oggi vi parlerò di una dolcissima, simpaticissima e chiacchierona (come me :P) ragazza di nome VERA.
Ho conosciuto Vera sull’EtsyItaliaTeam e sono rimasta affascinata dal suo fantastico avatar in cui i suoi bellissimissimi occhioni blu fanno capolino dietro un paio di baffi finti creati con le sua mani; già soltanto i suoi occhioni mi hanno convinto a visitare il suo negozio… e lì mi sono innamorata di tutte le sue creazioni <3
Avevo adocchiato degli orecchini arancioni a forma di farfalla, ma prima di rendermi conto che dovevano essere miei… qualcun altro li ha comprati! O_O
Non poteva essere… dovevano essere miei!!! Così contattai Vera per sapere se ne avesse fatti altri o se potesse rifarli, magari in un altro colore visto che l’arancio si sarebbe confuso con i miei capelli color carota! Le chiesi se poteva farli magari col verde che mi sta tanto bene… e senza neanche aspettare un momento, ecco che erano già pronti!
Li ho messi entrambi perché ancora adesso sono innamorata di quelli arancioni <3 (cliccandoci sopra potete anche vedere, tra le foto, la mia orrenda faccia che li indossa XD che pessima modella!)
Parliamo di questi orecchini: sono carinissimi, leggerissimi, poco “invadenti” (qualità che io apprezzo tantissimo!), sul retro c’è un minuscolo brillantino che crea un punto luce quando ci si muove e il prezzo, poi, è davvero contenuto!!!
Adesso passiamo la parola a Vera!
Ciao!!! Raccontaci un po' di te :)
Ciao! :D Mi chiamo Vera, ho 25 anni, abito in un paesino nella campagna lodigiana e studio storia dell’arte all’università a Milano. Vivo con i miei genitori, mio fratello e la mia nonnina.
Sono disordinata, con la testa fra le nuvole, timida e molto sensibile emotivamente.
La mia compagna di vita si chiama Displasia Aritmogena al Ventricolo Destro ed è una cardiopatia che è sia la mia peggior nemica, sia la mia più grande maestra, perché mi ha insegnato a guardare la vita da una prospettiva che mi fa apprezzare tutto (o quasi) :)
Cosa crei?
Creo principalmente gioiellini e accessori modellando le paste polimeriche. Quindi orecchini, collane, bracciali, anelli, spille, ciondoli, mollettine, portachiavi, bottoni… Assemblo le parti modellate da me in Fimo, con pezzi già pronti in cristallo, vetro, legno, metalli vari.
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Ma non solo: la carta è un altro materiale che mi piace tantissimo e che uso per disegnare, per creare biglietti, segnalibri, ghirlande, festoni e decorazioni.
Quando hai cominciato a creare e cosa ti ha spinto a farlo?
A dire la verità, fin da bambina il mio passatempo preferito era quello di creare con qualunque cosa trovassi in casa o anche per la strada: collane con la pasta che coloravo con le tempere, braccialetti con le conchiglie che raccoglievo durante l’estate, quadretti con le castagne matte, bigliettini con le foglie e i fiori secchi…
Mia madre mi ricorda spesso che fin da piccolissima, dopo ogni passeggiata, doveva svuotarmi le tasche perché fuori casa trascorrevo tutto il mio tempo a cercare “tesori” come sassi, legnetti, fiori, pigne e qualunque altra cosa che attirasse la mia attenzione, che poi coloravo e attaccavo da qualche parte.
In realtà però il mio vero hobby è incominciato nell’inverno del 2007 quando, obbligata in casa per mesi e mesi a causa di problemi di salute, ho sentito la necessità di inventarmi qualcosa che mi aiutasse a non pensare al brutto periodo che stavo vivendo. Avevo sentito parlare delle paste sintetiche ed un giorno mia madre mi fece trovare a casa, come regalo, tre panetti di Fimo (ancora ricordo i colori: bianco, blu e verde). Siccome mi trovavo in ospedale durante il periodo natalizio di quell’anno e non potevo girare per i negozi a comprare i regalini per le mie cugine, zie ed amiche, li preparai con le mie mani, una volta tornata a casa. Ebbero successo e mi chiesero di farne altri, da regalare a loro volta. E così tutto ebbe inizio :)
A cosa ti ispiri per le tue creazioni?
Questa è una domanda difficile. Non seguo la moda, non ho un modello a cui mi rifaccio, non riesco quasi mai a progettare una creazione “a tavolino”. Semplicemente vengo ispirata in alcuni momenti particolari da tutto quello che mi circonda.
Fino ad un paio di anni fa avevo molto più tempo libero e il mio creare consisteva nell’isolarmi in un angolino, circondarmi di tutti i materiali a mia disposizione e mettermi le cuffie alle orecchie con la musica. Poi iniziavo, anche un po’ a caso, a creare quello che mi veniva in mente, d’istinto, passando così anche ore ed ore.
In questo momento la mia vita è più frenetica e non posso concedermi tutto quel tempo… quindi non cerco l’ispirazione, ma aspetto che arrivi da sola. Ed arriva sempre nei momenti meno opportuni: quando vado a letto e non riesco a dormire, quando sono in università e sto prendendo appunti, o anche quando mi perdo nei miei pensieri sull’autobus, guardando il cielo… in quei casi, se riesco, faccio uno schizzo veloce su un foglietto o mi appunto una nota sul cellulare, descrivendo l’idea che mi è balenata in testa. Poi, con calma, rielaboro e creo appena ho tempo.
Studiando storia dell’arte, in questi anni di università, sono stata bombardata a lezione da migliaia di immagini e spesso hanno suscitato in me varie idee o mi hanno fatto fare sogni di notte (sì, anche nel sonno si può essere ispirati!) che poi di giorno mi tornano in mente e mi danno quell’input per creare, quindi può essere una canzone, un’immagine, una persona, un colore, la forma di una nuvola, il profumo di un fiore e addirittura una luce particolare (come quella del mattino presto, bellissima) che mi ispira.
Quali delle tue creazioni ti piace di più fare? Perché?
Le creazioni che mi piace di più fare sono quelle che nascono all’improvviso, dall’ispirazione appunto. Quando mi viene un’idea di notte, devo per forza alzarmi dal letto e creare, altrimenti non mi do pace. Quelli sono i momenti bellissimi in cui mi piace proprio creare, non importa cosa.
Per risponderti meglio alla domanda posso dirti cosa non mi piace fare: spesso la gente mi mette sotto un’immagine e mi dice “Copia”: può essere anche la cosa più bella e divertente del mondo, ma il solo pensiero di dover riprodurre pari pari un qualcosa che non è nato da me è semplicemente odioso e innaturale. Ho ceduto pochissime volte, cercando sempre di metterci del mio, ma il rifiuto è la mia prima risposta. Credo che a qualunque creativo non piacciano affatto quei lavori su commissione in cui tutto è già deciso e in cui non si ha la libertà di metterci nessuna propria idea.
Se invece parliamo di quale tecnica preferisco usare… be’, sicuramente in assoluto preferisco creare le murrine con le paste sintetiche (polymer clay canes).![]()
Per me creare una murrina è sempre un po’ una sfida, perché fino alla fine non si sa mai come sarà esattamente e se il risultato sarà buono o meno. Amo le murrine perché non ce n’è mai una che viene uguale all’altra! :)
Il riscontro dei clienti: preferiscono anche loro quello che più piace a te o preferiscono altro?
Ecco, un’altra domanda difficilissima alla quale non so se sarò in grado di dare una risposta soddisfacente!
Di solito quello che preferisco è ciò che mi sembra riuscito meglio calcolando la fatica e l’impegno che ho messo nella lavorazione. Ma in pochi si rendono conto di tutto il lavoro che spesso sta dietro ad un oggetto (come, per esempio, per una collana con le palline fatte tutte a mano, realizzate con la tecnica delle murrine).
Il gusto dei clienti è sempre molto vario e cambia in base all’età, alla zona geografica, alla moda. Non sono ancora riuscita a capire cosa può piacere in generale a tutti e cosa possa accontentare anche i gusti più difficili. Ai mercatini ho notato che ciò che va di più sono oggetti semplici e a basso prezzo. Le mie creazioni più complesse e delle quali vado più orgogliosa, non vengono quasi prese in considerazione in quel contesto. Vengono invece apprezzate e comprate da chi cerca un qualcosa di originale e “diverso”, di solito da persone adulte, con un gusto più maturo se così possiamo dire, che vengono a cercarmi apposta per avere un pezzo unico (nel senso di non riproducibile in serie).
Ho notato, invece, che online vengono spesso ricercate, soprattutto dagli americani, creazioni fatte con materiali semplici come la carta: ghirlande e decorazioni che quando espongo qui in Italia vengono guardate con perplessità.![]()
Credo che il concetto del valore ed unicità dell’oggetto fatto a mano, non semplicemente assemblato o copiato, ma ideato, modellato a mano e pensato anche per un lungo periodo, non abbia ancora preso piede nel nostro Paese o forse si sia perso per l’invasione di quelle che io chiamo “cineserie” a basso prezzo, che si trovano ovunque e che accontentano tutti.
Trovo più soddisfazione in una singola vendita, ad esempio, di un’americana che apprezza un lavoro fatto a mano e che lo compra sostenendo le spese di spedizione, rispetto al ricavato di un intero mercatino fatto dal vivo, con tanti complimenti, ma con le singole vendite che riguardano quasi esclusivamente le creazioni più semplici, direi quasi banali, solo perché a più basso costo.
Mi sono spiegata? :)
Creazioni escluse, quali sono le tue passioni?
Dunque, se devo escludere tutto il mondo dell’handmade direi che la mia più grande passione è la musica! Non suono (ahimè), ma credo di essere una buona ascoltatrice. Amo molti generi e le grandissime emozioni che regala la musica dal vivo. Appena ne ho la possibilità vado ai concerti, spesso anche di band o artisti che non conosco, perché una delle cose più belle per me è innamorarsi di un artista all’istante, appena lo si ascolta. In passato ho avuto al mio fianco dei musicisti e mi hanno insegnato tanto riguardo alla musica, su come saperla ascoltare e come viverla, ma ho ancora tantissimo da imparare!
Un’altra passione, che per diversi anni è stata la mia vita e che ho dovuto accantonare per motivi di salute, è il nuoto. Ho fatto agonismo; ora non posso neanche quasi più fare una bracciata, ma è un amore che porto nel cuore e che spero, un giorno, di poter rivivere.
L’arte è la strada che ho scelto, non per il mio hobby/lavoro (non ho la presunzione di considerarmi un’artista, figuriamoci!), ma per gli studi che faccio. Sono appassionata di arte antica greca e romana, ma mi incuriosisce ogni tipo di espressione artistica. Spero di poter continuare in questo campo anche in ambito lavorativo… un sogno sarebbe poter lavorare in un museo o come guida in qualche città d’arte. (Il sogno nel cassetto è Roma!).
La fotografia. Per anni sono stata una “ammiratrice segreta”, nel senso che ammiravo ed amavo la fotografia dei Grandi con la G maiuscola, ma non provavo nemmeno a fare degli scatti miei. Poi mi sono decisa ed ora sto imparando, o meglio, voglio imparare. Mi piacerebbe raccontare le mie storie e le mie emozioni in una sola immagine.
Un’altra passione che ho è l’astronomia: ho fatto il liceo scientifico con la certezza che da grande sarei diventata un’astrofisica come Margherita Hack! La meccanica quantistica e gli integrali mi hanno poi fatto cambiare idea. Ma l’universo continua ad appassionarmi tantissimo e, appena posso, alzo gli occhi al cielo con il telescopio.
Posso continuare ed intasare il tuo blog o mi devo fermare? XD
Vabbè, mi fermo elencando ancora: la natura, la lettura e, dulcis in fundo, la cucina!
Parliamo della creazione che ho acquistato: come è nata?
Gli orecchini farfalline!
Questa è la loro storia: un giorno ero in università ed un ragazzo che faceva volantinaggio mi ha dato una cartolina (bellissima graficamente) che sponsorizzava degli eventi cinematografici. Al momento l’ho presa e l’ho messa in mezzo all’agenda; in un momento particolarmente noioso, durante la lezione di storia dell’arte contemporanea, ho tirato fuori la cartolina per leggerla meglio e ho notato il bellissimo sfondo, un po’ vintage, a pois piccolissimi, con dei fiori stilizzati, stile anni ’70.
Una volta a casa, ho scannerizzato la piccola parte che mi interessava dello sfondo della cartolina, ho modificato grandezza e colori, ho stampato e ho tirato fuori un fustellatore a forma di farfalla che avevo comprato totalmente a caso mesi prima, presa dalla malattia dello shopping compulsivo di supplies e marchingegni strani che possono sempre tornare utili. Ho plastificato le farfalline con la vernice protettiva e ne ho fatto un paio di orecchini.
I primi erano arancioni. Poi tu me li hai chiesti verdi ed ora ho pensato di farli di tutti i colori :)
Saluta i lettori :D
Ciao cari lettori del blog di Biberta! Allegria!
Grazie per aver letto la mia intervista! Spero di non avervi annoiato, ma di avervi lasciato qualcosa di positivo che possa in qualche modo tornarvi utile.
Un grazie speciale a Biberta che è stata gentilissima a concedermi questo spazio nel suo blog e che ogni giorno, sul forum EtsyItaliaTeam, allieta le mie ore etsyane con i suoi racconti :)
Ringrazio Vera per aver risposto alla mia intervista e vi lascio con i suoi contatti in modo che possiate dare un’occhiata a tutte le sue fantastiche creazioni!
SHOP GIOIELLI: www.VeraCreations.etsy.com
SHOP OGGETTI IN CARTA: www.VeraPaperLab.etsy.com
BLOG: www.veracreations.blogspot.com
FACEBOOK: www.facebook.com/VeraCreations
E-MAIL: veracreations [at] libero.it
mercoledì 14 settembre 2011
PROVATI E CONSIGLIATI: Intervista ad Infinitales
Questa volta l’intervistata si chiama Alessandra, in arte infinitales!


Per la precisione, sono lunghi 17,5cm e larghi circa 6cm; in alto sono provvisti di un anellino metallico a cui è annodato un nastrino d’organza arricchito da una perlina in tinta.
Adesso, la parola ad Alessandra :)
Ciao!!! Raccontaci un po' di te :)Ciao a tutti!!
Sono Alessandra Fusi, illustratrice e pittrice di Roma, con una passione per l'artigianato artistico...E per i felini!Cosa crei?Mmmh...Principalmente potrei dire di essere una "creatrice di immagini", il mio lavoro è quello dell'illustrazione di albi per bambini e ragazzi...Ma poi mi piace declinare le mie immagini su tutti i supporti possibili.
Adoro l'idea dell'arte applicata, cioè indossabile, utilizzabile, vivibile in generale.
Quindi via libera a gioielli, accessori, segnalibri, sottobicchieri, borse e chi più ne ha più ne metta.
Mi piace provare cose nuove e sperimentare continuamente!Quando hai cominciato a creare e cosa ti ha spinto a farlo?Bhè da sempre direi, non ricordo di aver "iniziato"...Così come ho sempre disegnato, ho anche sempre avuto una passione per la "creazione di oggetti"...Ricordo le mie prime bamboline di carta completamente disegnate da me (bambola, vestiti ed accessori) e quanto adoravo giocarci.
Poi da piccola mi divertivo con la pasta di sale, e ho avuto un periodo di passione per il cernit ai tempi del liceo...
In un certo senso credo che la sensazione data dalla soddisfazione di creare qualcosa ed averne poi tra le mani il risultato come prodotto tangibile e finito alla lunga diventi qualcosa di cui non si può fare a meno.A cosa ti ispiri per le tue creazioni?A tutto, tutto, tutto ciò che mi circonda.
Dai miei gatti, ai film che vedo, alle cose che mi capita di incrociare con lo sguardo per strada in città, ai colori delle colline in autunno...Qualunque cosa, davvero, sono tutti preziosissimi ingredienti del calderone che va poi a formare il gusto estetico e la personalità di ognuno di noi...Che poi è la benzina per la cosiddetta "ispirazione".Quali delle tue creazioni ti piace di più fare? Perché?Mmmh...In generale è sempre la creazione che non realizzo da un pò di tempo...
Ad esempio in questo momento ho una gran voglia di metter finalmente mano alla mia nuova collezione di gioielli Autunno-inverno 2011/2012, perché è molto tempo che non ne creo di nuovi!
Poi quando ne avrò fatti tanti da non poterne più, avrò senza dubbio voglia di creare nuove spille di stoffa...Oppure nuovi specchietti e segnalibri.
Sono fatta così, ho bisogno di cambiare continuamente!Il riscontro dei clienti: preferiscono anche loro quello che più piace a te o preferiscono altro?Il riscontro dei clienti è sempre piuttosto misterioso...Lo noto soprattutto quando mi capita di partecipare ai mercatini di artigianato artistico (dove il riscontro è più diretto e immediato)...Ci sono delle volte in cui magari vendo tantissimi specchietti...E la volta dopo non riesco a venderne neanche uno, vendendo però molti gioielli...Per tornare la volta successiva a vendere una gran quantità di cartoline!
Non saprei proprio...Una regola generale che ho notato, però, è che i "personaggi famosi" sono sempre i più amati, su qualunque supporto io li riproduca: parlo ad esempio delle mie illustrazioni di Alice, di Edward mani di Forbice oppure di Cappuccetto Rosso.
Le persone li amano perché vi ritrovano immediatamente dei ricordi e collegamenti personali...Cosa che però accade spesso anche con altre mie illustrazioni: non sai mai quando incontrerai qualcuno con una vera passione per i pappagalli, ma senza dubbio il mio specchietto con l'inseparabile sarà suo (mi è capitato) <3Creazioni escluse, quali sono le tue passioni?L'illustrazione e l'arte a tutto tondo, senza dubbio...Trovo molto difficile definire la linea di confine tra la mia vita ed il mio lavoro, è veramente un unicum che coinvolge anche tutte le mie passioni e gusti personali.
Ad ogni modo, appena posso, adoro viaggiare e conoscere posti nuovi e culture differenti.
Ed anche lingue differenti, mi piace imparare le lingue straniere (per ora conosco l'inglese ed il francese, ma vorrei studiare lo spagnolo...E mi piacerebbe imparare il giapponese, un giorno)...Del resto, in fondo, l'illustrazione non è altro che comunicazione, in un linguaggio universale.Parliamo della creazione che ho acquistato: come è nata?Si tratta del segnalibro della trapezista! :)
L'illustrazione faceva originariamente parte di una serie il cui tema era "il circo in ufficio" (in effetti la piccola trapezista si dondola su una squadra)...Data l'impostazione lunga e stretta della tavola è stato uno dei primi soggetti a cui ho pensato per la realizzazione della mia serie di segnalibri...Era perfetta!!
I miei segnalibri, per entrare un po’ nei dettagli dei materiali, sono stampati da me personalmente su carta martellata con una stampante a getto di inchiostro...Ripongo molta cura ed attenzione alla fedeltà dei colori ed alla qualità di stampa, ecco perché ho scelto di stamparli io stessa, per poi ricoprirli con uno strato plastificato che li protegge e ne esalta i colori.
Dulcis in fundo, aggiungo un occhiello metallico colorato, al quale lego un nastrino, fermato da una perlina, fatto in modo da poter fare capolino dalle pagine del vostro libro preferito... Perché un tocco frivolo e vezzoso ci vuole sempre!!Saluta i lettori :DCiao a tutti!! E grazie a te Roberta, per l'opportunità di quest'intervista...E per la pazienza che hai avuto nell'aspettare i miei tempi (o meglio ere geologiche)! Un abbraccio! Ale
martedì 13 settembre 2011
PUPARI… e PUPINARI!
Ciao a tutti!!!
Sono qui oggi per parlarvi di una “recente” passione creativa: I PUPINI!
Cosa sono i ‘Pupini’? Semplice!
I Pupini sono dei piccoli personaggini dal corpo di legno e capelli e vestiti in pasta polimerica (cernit o fimo… per adesso ho utilizzato solo il cernit!) che creo a immagine e somiglianza di amici :)
Generalmente, in Sicilia, si intende per “PUPO” una particolare marionetta con armatura, i cosiddetti “Paladini”, protagonista del “Teatro dei Pupi Siciliani”, tradizione esistente ormai dal 19° secolo. Una decina di anni fa, questa tradizione ancora viva ma ormai agli sgoccioli per via della poca attività nel settore, è stata inserita tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità, cioè quelle forme d’arte orali che non esisterebbero più se venisse a mancare un “erede” a cui tramandarle.
A Palermo è famosa la Famiglia Cuticchio: se avrete mai la possibilità di venire a visitare Palermo, potrete passare per via Bara all’Olivella, una strettissima via di fronte al famoso Teatro Massimo, e vedere con i vostri occhi un mastro PUPARO mentre costruisce il suo Pupo: è qualcosa di FAVOLOSO!!! *_*
Dopo questa breve (ma DOVUTA) parentesi, passiamo adesso ai miei più umili pupini…
Il nome proviene da quello dei Pupi, è vero! Ma semplicemente perché qui tendiamo generalmente a chiamare “Pupo” qualsiasi tipo di bambola, pupazzo o peluche (io ci chiamo pure il cane così :D)!
L’idea dei pupini mi è nata quando, al corso che ho seguito, abbiamo realizzato un angioletto in stoffa con la testa di legno: una cosa più brutta non si è mai vista!!! Ma non sono una grande esperta di cucito io…
Ho visto che in negozio, oltre al set per l’angioletto con la sola testa di legno, vendevano anche dei corpicini di legno di diverse misure… così ho deciso di comprarne un pacchetto della misura media (2 corpicini in una confezione!) e di provare a fare qualcosa con un’altra tecnica!
Ho provato intanto a riprodurre me stessa… e in effetti viso e capelli mi somigliavano parecchio! ma con i vestiti ho avuto parecchi problemi perché non sapevo come realizzarli, se in tessuto (ma i risultati dell’angelo mi avevano un po’ buttato giù) o in cernit... così ho optato per tessuto indurito con tex art: un’oscenità! Ma mi sono affezionata alla mia miniME :) così è diventata il mio avatar e protagonista ufficiale del mio banner e, quindi, del mio negozio!
Dopo aver visto la miniBi, la mia bravissima amica fotografa Barbara mi ha chiesto se potevo realizzare due “pupine”: una per lei ed una per la nostra amica comune Arianna (anche lei fotografa!)… ed ecco che sono venute fuori loro:

Questa è MiniArianna! E’ la prima pupina che ho fatto dopo la mia :)
L’idea mi è venuta guardando un suo autoritratto, per la precisione QUESTO.
Non vi dico l’emozione mentre la creavo… ero così soddisfatta del mio lavoro *_*
Questa, invece, è MiniBarbara :) Con la sua bellissima coda di cavallo e il suo simpaticissimo sorriso *_*
In realtà, tra la realizzazione di Arianna e quella di Barbara, mi è stata commissionata una coppia di pupini per una torta di nozze, da parte della ragazza di mio cugino: un regalo che ha voluto fare agli sposi visto che lei sarebbe stata la testimone!
Eccoli qui…
Questi pupini sono stati realizzati sommariamente sulla spiegazione degli abiti da parte di chi me li ha commissionati, ma presto è arrivata una nuova richiesta di pupini nuziali, da parte della migliore amica di mio fratello che ha voluto mettermi alla prova facendomi realizzare il vestito IDENTICO a quello reale che avrebbe indossato il giorno delle nozze.
Per rispetto alla privacy non vi faccio vedere le foto originali, ma posso dirvi che non solo l’abito, ma anche velo e acconciatura erano IDENTICI! La sposa è stata molto soddisfatta :D e ancora adesso è felicissima dei suoi pupini esposti in bella mostra nella vetrina di casa sua :)
Quest’estate, poi, ho realizzato una pupina in occasione della laurea della simpaticissima e carinissima Noretta, altra amica fotografa :)
In occasione di una laurea non poteva di certo mancare il cappello adatto, realizzato con cartoncino nero indurito con TexArt per renderlo impermeabile e ben rigido!
Qualche giorno fa, invece, colta da ispirazione notturna e ripensando ai tempi in cui i miei genitori andavano a scuola con il grembiulino col fiocco e la cartella con le fibbie, ho realizzato IL PUPINO SCOLARO
Da oggi potete trovarlo nel mio negozio, ma è un pezzo unico! Non ne realizzerò altri… anche se ho già un progetto in mente e penso che presto avrà compagnia :D
Insieme allo scolaretto, nel mio negozio potrete ordinare un pupino a vostra immagine e somiglianza! :) Ma non dimenticatevi del mio GIVEAWAY che vi offre l’opportunità di vincere un premio a scelta tra una Pocket Moleskine personalizzata ed un Pupino personalizzato :D
Affrettatevi: scade sabato 17 Settembre :)
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Ricordate che potete vedere le foto dei miei pupini, ma anche degli altri lavori, sulla mia Pagina Facebook.
Per oggi è tutto… alla prossima :D
venerdì 9 settembre 2011
“1861 Ab Origine” – Esposizione di abiti d’epoca a Palermo
Ciaooo!
Nel post di ieri ho parlato di questo mio nuovo post senza neanche sapere SE e COSA ne sarebbe venuto fuori; come avevo detto, i miei finds avrebbero avuto a che fare con il mio post di oggi… andiamo a vedere di cosa si tratta
Un paio di giorni fa, Francesca mi ha parlato di un’esposizione temporanea qui a Palermo e mi ha proposto di andare a vederla insieme: si tratta dell’esposizione di una piccola porzione della collezione di abiti d’epoca appartenente a Raffaello Piraino (la sua collezione è composta da oltre 3000 pezzi tra abiti, accessori, gioielli e stampe del periodo che va dal 1700 fino agli anni cinquanta/sessanta del Novecento); ovviamente io ho accettato al volo sperando di poter scattare tante foto o almeno di buttare giù qualche schizzo di abiti particolarmente belli…di certo avrei preferito le fotografie agli schizzi, altrimenti non ne saremmo più venute fuori! :D
Dopo aver dato un’occhiata al LINK che mi ha passato Francesca, mi sono armata di reflex con 50mm montato (perché avrei potuto aver bisogno di un obiettivo luminoso visto che mi rifiuto di utilizzare il flash della macchina -cioè IL MALE-), quadernetto per gli schizzi, carboncino, matita e gomma (avrei deciso sul momento cosa utilizzare!).
Arriviamo a Palazzo Sant’Elia, sede dell’esposizione, prendiamo un paio di brochure sulla mostra e saliamo al piano superiore.
PRIMA DOMANDA: posso scattare delle foto?
RISPOSTA: si! puoi anche girare un video se vuoi…
SECONDA DOMANDA: ovviamente il flash non va usato, no? (più per farlo sentire agli altri, visto che io ste cose le ho studiate e so che le luci possono rovinare i tessuti…)
RISPOSTA: no no, fai pure! Usalo se vuoi… (va bè… io non lo uso!)
In cima alle scale troviamo due cartelli
<--- 1861
1700--->
Decidiamo di cominciare dalla roba più antica, quindi ci dirigiamo a destra: qui troviamo una sala in cui sono esposti abiti da sera (e con abiti non intendo solo “abiti interi” ma anche singole giacche da uomo e corpetti femminili). La prima cosa che noto è che gli abiti con lo strascico sono esposti al contrario (mostrando lo strascico insomma): si, ok… ma se volessi vedere il davanti? NO! C’è il muro… Ma io riesco comunque a farmi piccola piccola, spalmarmi contro un muro in bilico e, cercando di tenere immobile la macchina per non far venire mossa la foto (stanza buia=tempi lunghetti… e io tremo sempre! Sapendolo prima sarei andata col treppiede!) scatto una foto del davanti, o meglio, di 3/4…
ecco ‘davanti’ e dietro dello stesso abito!
Clicca sulle immagini per vederle più grandi.
Continuando il percorso, finiamo in una saletta più piccola dedicata alla biancheria intima: camicie da notte, cuffiette da notte, sottovesti e sottogonne… persino un pesante baule in legno dal quale vengono fuori dei capi bianchi!
In questa sala, niente foto decenti! (poca luce, soggetti bianchi su fondo bianco = un disastro!)
Ci spostiamo in un’altra saletta in cui troviamo diversi abiti da pomeriggio dei primi dell’800, che sul momento scambio per abiti da bambina… In realtà sono abiti da donna! Così scopro che io, nanetta di un metro e sessanta, nel ‘700 sarei stata altissima!
Le sale dedicate al ‘700 sono finite, torniamo quindi indietro per visitare le sale che espongono abiti dal 1861 in poi.
Ci ritroviamo davanti un abito ‘svolazzante’: UNO SPETTACOLO! L’abito in questione è quello di Concetta Corbera, figlia di Don Fabrizio Principe di Salina, protagonista de “Il Gattopardo”. L’abito (che potete vedere per intero all’indirizzo che ho linkato all’inizio del post) è stato acquistato per pochi soldi da un rigattiere… e sono, purtroppo, evidenti i segni del tempo...
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Vicino ad esso, quasi per fargli un dispetto, c’è un abito da sposa (Concetta resta zitella… un po’ di rispetto!) e altri abiti di fine ‘800.
Si procede per altre due sale, incontrando tantissimi abiti, corpetti, giacche da uomo, cappelli… ecco! Sui cappelli vorrei soffermarmi perché ne ho visti alcuni che mi hanno quasi terrorizzato, eccone uno.

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Ecco un classico esempio dei cappelli su cui le donne facevano mettere DI TUTTO (a volte anche animali vivi!): questo in primo piano è un cappello con una gazza rinsecchita dal tempo e magari dalla ‘conservazione’ non proprio ottimale; in secondo piano, quella macchia sfocata verde sulla sinistra è un altro uccello (per la precisione un pappagallo con dei bottoni al posto degli occhi… ORRORE!) fissato su un cappello su cui era attaccato un secondo uccello più piccolo (un canarino credo… non mi sono soffermata molto visto che queste cose mi impressionano facilmente!).
D’accordissimo sul fatto che questo cappello sia un importante documento storico della moda di quel tempo… ma è un orrore!
Si procede per un’altra sala più grande che ospita abiti più recenti: SPETTACOLO!
Tantissimi abiti da sera, mantelline decorate con pietre preziose, ricami e vetrini luccicanti, mantelle lunghe che avvolgono per intero i corpi, cortissimi abitini luccicanti degli anni venti (quelli con le frange svolazzanti!!!) insieme a cappellini da pomeriggio dello stesso periodo.
Su un’altra parete sono esposti abiti dagli anni ‘30 agli anni ‘50 e mi innamoro in particolare di due abiti: uno degli anni ‘40, un abito da pomeriggio color pesca con il collettino bianco tondo, stretto in vita e con la gonna gonfia ed uno degli anni ‘50 che mi fa pensare tantissimo a Grace Kelly, eccolo…

Incuriosita da questo abito favoloso (che in foto non rende, lo so! ma per fotografarlo per intero ho dovuto spiaccicarmi contro un muro rischiando il linciaggio da parte dei controllori!), leggo la didascalia sul cartello e scopro che quest’abito appartiene all’Atelier Dior!!! E sto parlando di Christian Dior in persona!!! *_*
Più avanti, una sala più piccola espone un delizioso abitino bianco che sembra quasi appartenere ad una fatina! Sul momento penso sia un costume di scena di una ballerina… ma scopro trattarsi di un abito da sposa del 1950!
(scusate la corda rossa ma questo dovevo farvelo vedere!)
Nella stessa sala, sono esposti diversi abiti da sposa più o meno semplici ed uno FAVOLOSO del 1961-62 di cui, però, vi mostro solo una parte

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Purtroppo fotografarlo per intero era difficile per via del poco spazio per muoversi e dei tanto odiati cordoni rossi che delimitano il percorso ‘pedonale’.
E qui la visita finisce!
La prima cosa che ho detto a Francesca quando sono arrivata, è stata “ci pensi che questi abiti sono stati indossati realmente?”; è favoloso pensare che siano passati tra le mani di gente importante e non, gente che adesso non c’è più ma che rivive nella nostra fantasia attraverso qualcosa, gli abiti, che oggi sono dati per scontati ma che un tempo erano così importanti e ammirati da tante donne che non potevano permetterseli se non nei loro sogni più belli.
…E considerate che la maggior parte di questi abiti sono stati realizzati a mano nei minimi dettagli!!!
CLICCATE QUI PER VEDERE TUTTE LE MIE FOTO DELL’ESPOSIZIONE
Consiglio a tutti di andare a visitare questa esposizione, non tanto per la bellezza o meno degli abiti, quanto per vedere come il modo di vestire è cambiato nel tempo!
L’esposizione resterà aperta fino al 23 ottobre; se decidete di andare, armatevi di cavalletto e disattivate il flash (che falsa TUTTO)… io possibilmente ci tornerò, questa volta attrezzata come si deve :D
Per maggiori info su orari e altro, e per capire il ‘perché’ della mostra, visitate QUESTO LINK (che è sempre quello di prima, ma ripetere non fa male!): alla fine della pagina, scritto in caratteri non leggibili dall’occhio umano, trovate anche una fotogallery in cui potrete ammirare alcuni vestiti che non sono riuscita a fotografare (erano davvero tanti!) tra cui l’abito da sposa di cui ho riportato una sola parte.
Spero che questa visita guidata ‘virtuale’ vi sia piaciuta quanto a me è piaciuta quella reale :) Sicuramente è utile per chi non ha modo di venire fin qui a visitarla…
Spero però che abbia dato anche a voi le stesse emozioni che ha dato a me *_*
Alla prossima :)









